V2 Day


Bar Silio
Storie di giovani gomiti appoggiati ad un bancone di provincia
… specie quelle fredde, anche se chi mi conosce mi smentirà subito dicendo che ho una predilezione per le calienti…

Sotto quintali di polvere ho trovato un post che non era mai stato pubblicato. Riguarda il periodo in cui una misteriosa e minacciosa presenza aleggiava sul blog, ma successivamente venne scoperta la vera identità del malfattore... tutto era made in BarSilio.

Credo di essere uno dei pochissimi costretti a cimentarsi in questo duplica ruolo. Immaginate Totti che... oddio no!Immaginate un calciatore?!? Facciamo un qualsiasi sportivo mediamente non idiota che deve raccontare la sua esperienza sportiva.
Etichette: shock al malto
La sorprendente calura mattutina più che stupirmi, mi aveva annichilito, avvampato le gote e irritato gli occhi di grondante sudore. Tutte patologie riscontrabili nello scansafatiche costretto a darsi da fare almeno una volta ogni tanto… giusto per non essere lo scontato bersaglio di giuste critiche dei lavoratori che lo mantengono dormiente e strafottente dietro alle tapparelle, il suo habitat ventilato. Era dalle otto che il fieno stava arrostendo sotto al sole, quattro ore che ne assaporavo la crescente fragranza accumulandone considerevoli mucchi al centro di uno sterminato prato, non più rifugio per ortiche, erbacce e vipere, ma dignitoso addobbo di un casolare che non sembrava più abbandonato al degrado. Ero stanco, ma orgoglioso di aver dato uno smacco alle lenzuola orfane della mia accomodante carcassa. Le energie al lumicino, musicate dal gorgoglio dello stomaco, minacciavano gli arti superiori di non sorreggere più quel reiterato automatismo da macchina agricola. Ma la fierezza di non essere più quel deprecabile pelandrone mi faceva resistere, anzi lavorare con foga tale da sentire sfilacciarsi le braccia mai così provate dal lavoro. Ero così energico che l’utensile metallico del rastrello si sfilò dal manico di legno, decretando per forza di cose la pausa pranzo. Sospiravo compiaciuto, e in un folle crescendo entusiasta, decisi che avrei proseguito anche nel pomeriggio. Mi recai quindi nel capanno degli attrezzi del nonno, devoto cultore della terra e di ogni sorta di fatica umana. Un chiodo ben infisso nel bastone ed il rastrello era nuovamente pronto a redimermi dall’ozio. Se ne compiaceva anche la nonna, massaia instancabile, che mi gratificò con un sughetto da lei stessa preparato con la solita gustosissima dovizia. E così, rastrello e ragù in mano, mi apprestavo a quietar la meritata fame. Tutto ciò delineava i contorni di un’insolita e piacevole giornata, peraltro addolcita dalla compagnia della musica che recavo immancabilmente nelle cuffie del lettore mp3.
Qui non c'è acqua ma solo roccia
Roccia e niente acqua e la strada sabbiosa
La strada che si snoda su per le montagne
Che sono montagne di roccia senz'acqua
Se ci fosse acqua ci fermeremmo a bere
[...]
Se solo ci fosse acqua tra la roccia
Morta bocca montuosa di denti cariati che non può sputare
Qui non si può nè stare nè giacere nè sedere
Non c'è nemmeno silenzio nelle montagne
Ma secco sterile tuono senza pioggia
Sulla scia del precursore Lino, ecco il mio profilo. E' terribilmente difficile descriversi, ma stimolante! Credo oltretutto che potrei stravolgere la lista nell'arco di una settimana. Mi piace che si giunga a queste considerazioni dopo un lungo periodo di letargo del blog, forse è lo specchio di quanto stiamo vivendo come gruppo sociale, ed il conoscersi meglio non può che favorire la stabilità del nostro amalgama...